La Torre del Diavolo: un gigantesco pilastro nel Wyoming


Un solitario monolite, simile a un imponente ceppo d’albero, si erge nel territorio degli allevamenti di bestiame dei Wyoming nordorientale. Una leggenda della popolazione Kiowa, che viveva nella regione, narra che la Torre dei Diavolo fu creata quando sette bambine furono inseguite da un orso infuriato. Le piccole cercarono scampo arrampicandosi su un basso macigno, che cominciò ad allungarsi, innalzandosi dal terreno, ponendole fuori della portata dell’orso. Il bestione, cercando di raggiungere le bambine, si aggrappò al macigno con gli artigli, che lasciarono profonde tracce lungo i suoi fianchi. Alla fine l’orso, esausto, morì, ma le bambine vivono per sempre come le sette stelle visibili nella costellazione delle Pleiadi.

La Torre del Diavolo, il primo monumento nazionale degli Stati Uniti, è un imponente ammasso di colonne a più lati, che si eleva di 265 m sulla collinetta boscosa che gli fa da base. Ha un diametro di 300 m alla base, che si riduce a 85 alla sommità.

I geologi affermano che la torre iniziò a formarsi circa 50 milioni di anni fa, quando materiale fuso nel profondo della Terra venne in superficie attraverso punti deboli delle rocce sovrastanti. Questa massa di materiale fuso si raffreddò lentamente e si solidificò dentro la roccia che lo circondava; mentre si raffreddava, si contrasse e si frantuniò come il fango che si sgretola quando diventa secco, formando colonne con più lati. Nel corso di milioni di anni, le rocce più tenere che circondavano il materiale solidificato si consumarono, scoprendo lentamente l’ammasso di colonne.

La singolare mole della Torre del Diavolo si può vedere da 160 km di distanza, e il colore dei suoi fianchi incrostati di licheni cambia secondo la luce e l’ora del giorno. Era un punto di riferimento per i primi coloni europei, che trasformarono la zona in una regione per l’allevamento del bestiame. Più recentemente, la Torre dei Diavolo fu vista da milioni di spettatori nel film del 1977 “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, quando fece da sfondo per il punto d’atterraggio della nave spaziale degli extraterrestri.

Vicino alla base della Torre del Diavolo ci sono tunnel sotterranei e tane di cani delle praterie, roditori della taglia di piccoli conigli, ma che latrano come i cani. Ora sono animali protetti, ma un tempo molti furono uccisi, perché si riteneva che privassero il bestiame e le pecore dell’erba necessaria.

“Inaccessibile a qualunque cosa priva di ali”: così descrisse la sommità della torre il colonnello Richard I. Dodge nel 1875, quando scortò sul posto una delegazione del Servizio geologico degli Stati Uniti. Fu lui a dare un nome alla torre, dopo aver saputo che i Cheyenne la conoscevano come la “Torre del Dio Cattivo”, a causa di un dio malvagio che viveva sulla sua cima e percuoteva tamburi che producevano il rombo dei tuono.

Presto qualcuno dimostrò che Dodge si era sbagliato. Il 4 luglio 1893, una folla di un migliaio di persone stava a guardare Williams Rogers, un allevatore locale, che saliva sulla Torre dei Diavolo utilizzando la sua “scala”: pioli di legno infissi in una fenditura verticale e collegati insieme per stabilità.

Dalla sommità, gli scalatori vedono cinque stati davanti a loro: Wyoming, Montana, North Dakota, South Dakota e Nebraska. Spinosi cactus e salvia crescono sulla cima, probabilmente i semi sono stati portati dagli uccelli , e serpenti a sonagli e scoiattoli vi si arrampicano. Un paracadutista acrobatico, che atterrò sulla cima della Torre dei Diavolo negli anni Quaranta, ebbe molto tempo per studiare il panorama e la vita animale e vegetale del luogo. Egli aveva perso la corda e non poteva calarsi al suolo, così restò lì abbandonato per sei giorni prima che arrivassero i soccorsi.

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