Itinerari storici tra arte e cultura a Verona


Sono molti gli itinerari che potrete percorrere alla scoperta delle mura della città, sia a piedi che con un mezzo di trasporto. Sarete meravigliati di scoprire la pietra che vi parla attraverso i secoli: la pietra chiara dei resti delle mura dell’arte fortificatoria romana si ritrova ancora nel centro della città, ben nascosta in suggestivi vicoli e palazzi cittadini.

Potrete riconoscere i resti delle mura di Gallieno, che si aggiunsero alla prima cinta muraria romana in epoca imperiale per proteggere anche l’Arena nell’abbraccio delle mura cittadine, poi inglobati in edifici successivi, soprattutto medievali.

Partendo da piazza Bra e arrivando sulle verdi colline veronesi potrete invece ammirare la pietra scura dei mattoni, dei merli e delle torri della fortificazione comunale-scaligera, ancora in parte intatta. Infine, prendendo un mezzo di trasporto, potrete seguire il percorso dell’imponente fortificazione veneziano-austriaca con i suoi bastioni, torri e roccaforti, che disegna il suo tracciato a partire dal limite sud del centro storico fino alle Torricelle, le colline a nord della città.

Per farvi comprendere ancor di più la meraviglia di quest’arte urbanistica e fortificatoria, il 30 novembre 2000 la XXIV Assemblea Plenaria del World Heritage Committee ha iscritto Verona nella World Heritage List con la denominazione “City of Verona” (Città di Verona) e con la seguente motivazione: «La storica città di Verona, fondata nel I secolo a.C., ha conosciuto periodi d’espansione nel XIII e XIV secolo sotto il dominio della famiglia degli Scaligeri e dal XV al XVII secolo sotto la Repubblica di Venezia. Costituisce, inoltre, un eccezionale esempio di piazzaforte. È una città di cultura e di arte».

Il centro storico di Verona è stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, per la sua struttura urbana e per la sua architettura, in quanto è uno splendido esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti, e perché rappresenta in modo eccezionale il concetto della città fortificata in più tappe caratteristico della storia europea.

Qual è la storia delle mura di Verona?

Secondo le testimonianze storiche nel I secolo a.C., i Romani costruirono la prima parte delle mura a difesa della città per proteggerne artificialmente i confini meridionali, perché a nord, a ovest e a est c’era la protezione naturale regalata dalle anse del fiume Adige. Successivamente nel 265, durante l’epoca imperiale di Gallieno, la minaccia delle invasioni rese necessario sia un restauro delle mura preesistenti, in pessimo stato dopo circa due secoli di pace, sia l’inglobamento dell’Arena nella cinta muraria per impedire ai nemici di accedere facilmente in città.

L’impianto fortificatorio successivo fu realizzato in epoca scaligera e aggiunse un impianto di mura che sosteneva l’azione difensiva esercitata dall’Adige a nord, estendendosi poi fino a Castel San Felice.

In seguito, in epoca veneziana fu potenziato l’asse a sud-est della città e furono costruiti bastioni, torri e roccaforti, grazie al lavoro del grande architetto Michele Sanmicheli, il quale progettò e realizzò anche le imponenti porte che sono ancora oggi i Landmark distintivi di accesso alla città attraverso le vie di ingresso al centro: Porta Palio, Porta Nuova e Porta San Zeno. Infine fu l’Impero Austriaco tra il 1833 e il 1866 che implementò ulteriormente l’impianto difensivo costruendo nuove e ampie fortificazioni.

Una città come Verona, dal tempo degli  antichi Romani, la città è profondamente cambiata, e questi mutamenti legati all’arte fortificatoria e all’urbanistica riflettono dei risvolti psicologici importanti. Infatti nel disegno e nell’evoluzione delle mura cittadine va ricercato il senso di “comunità” e di protezione che ai cittadini di oggi è del tutto sconosciuto: le città crescevano all’interno delle mura e per i veronesi di allora tutto ciò che rappresentava la realtà politica, sociale ed economica era custodito e protetto dentro di esse ed era contrapposto a tutto ciò che invece era al di fuori. Anzi, forse, proprio come dice Shakespeare, per gli abitanti di allora non c’era niente al di fuori delle mura di Verona!

Oggi questo senso di appartenenza è meno visibile ed è più nascosto, per celarsi forse in altri simboli meno fisici. Una volta i cittadini si riconoscevano come comunità nello spazio fisico all’interno delle mura. Oggi invece si riconoscono in un simbolo, che nasconde dentro di sé tutto quel passato che oggi fisicamente non c’è più, ma che i veronesi portano comunque nel DNA: la scala, effige dei Signori Scaligeri e custode del senso di appartenenza alla “veronesità”.

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