I più bei castelli delle colline pesaresi


Il paesaggio naturale della Provincia di Pesaro e Urbino è impreziosito da una moltitudine di castelli. Gemme uniche che, come silenziosi scrigni, custodiscono la cultura, la storia e le tradizioni delle loro genti. Luoghi semplici che, tuttavia, sanno suscitare emozioni ed esprimere una miriade di storie e di leggende che ancora oggi influenzano il vivere quotidiano.

Una Via Lattea costellata di castelli da esplorare nelle escursioni nel fine settimana, alla riscoperta dell’animo schietto, affabile e guerriero dei nostri avi.

Arco d’accesso al castello di Novilara

Novilara e Candelara

Un ipotetico tour potrebbe riguardare alcuni dei castelli che impreziosiscono le colline circostanti Pesaro. Tra questi si ricorda il castello di Novilara, situato su un’altura a pochi chilometri dal capoluogo, in una posizione dalla quale la vista può spiccare il volo e inoltrarsi sul mare Adriatico o, in alternativa, sino alle frastagliate vette dell’Appennino. Un insediamento considerato di grande rilievo archeologico a seguito della scoperta di un’importante necropoli risalente all’età del ferro che testimonia l’esistenza di una vera e propria popolazione indipendente: l’antica Civiltà di Novilara.

Basta farsi cullare dalla SP60, immersa nella natura, e percorrere il crinale per giungere alla volta di Candelara. Il castello di Candelara, dotato di un sistema di difesa all’avanguardia per il periodo, ci accoglie con un ponte in muratura, valido sostituto del ponte levatoio in legno sopravvissuto sino al 1500 e oltrepassato, nel 1176, da Federico Barbarossa. L’imponente ingresso è sormontato dall’orologio della torre, ancora perfettamente funzionante, che sembra volerci ricordare quale dono prezioso sia il nostro tempo e di spenderlo nelle opere che più ci rendono felici. Un monito che viene scandito ogni ora e ogni quarto dalle due campane poste nel piccolo campanile.

Secondo la tradizione, l’insediamento di Candelara fu scelto dai primi abitanti con l’aiuto delle candele. Questi salirono sulle tre colline circostanti con delle candele accese e solo là, dove sorge il castello, la candela rimase accesa. Così come rimangono accese le miriadi di candele durante la storica “Candele a Candelara” che si svolge nelle settimane di fine novembre ed inizio dicembre.

Candelara racchiusa entro le sue mura

Candelara racchiusa entro le sue mura

Montefabbri

Molto affascinate è anche il castello di Montefabbri che, nonostante sia frazione tutt’altro che popolosa, fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”. Un luogo, questo, immerso nel silenzio e nella pace che con i suoi 319 di altitudine si staglia contro il cielo terso dell’orizzonte. Un borghetto che custodisce la Pieve di San Gaudenzio, uno scrigno rinomato per essere uno tra i luoghi di fede più antichi del territorio, per le decorazioni in scagliola o “pietra di Luna” e, soprattutto, per via della cappella ove sono conservate le spoglie di santa Marcellina. I festeggiamenti della celebre santa patrona, si svolgono l’ultima domenica di luglio. Da non perdere “Jazz al Borgo” che illumina di grande musica il castello. Volendo allungare di un poco la scampagnata è possibile aggiungere al programma anche una visitina alla non lontana Sant’Angelo in Lizzola, altro affascinante borgo medievale anche detto “Castello dei Poeti”, di cui è possibile visionare questa breve guida.

I castelli del San Bartolo

Rientrando nei confini del Comune di Pesaro e lungo la strada panoramica che si distende attraverso il Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo troviamo il suggestivo Casteldimezzo, un piccolissimo borgo posto su una collina a 200 sul livello del mare. Il nome è emblematico della sua natura mediana. Di certo il suo esser “Castel di mezzo” trova espressione nelle opposte forze spirituali che lo animano. Infatti, da un lato abbiamo il Santuario del Santissimo Crocefisso venuto dal mare e che a tutt’oggi è meta di pellegrini e di forte devozione. La scultura lignea compì numerosi miracoli, tra cui la difesa del borgo e della sua gente dall’attacco delle truppe fiorentine (1517). Dall’altro lato troviamo il famoso picco del diavolo una sorta di corno tremendissimo che si innalza prepotente dalle acque. Si dice che proprio qui si riuniscano le streghe nella notte tra il trenta aprile e il primo maggio per adorare il maligno.

Chiesa del Santissimo Crocifisso a Casteldimezzo

Chiesa del Santissimo Crocifisso a Casteldimezzo

Riprendendo la strada panoramica con direzione Pesaro, tra le gialle ginestre e le fronde delle querce, si arriva al castello di Fiorenzuola di Focara. Un borgo che verso l’entroterra si affaccia su verdi e fertili colline, mentre dal lato opposto scende a picco sul mare. Un complesso architettonico che, con l’aiuto di continue mareggiate e terremoti, ha subito frane e crolli nel corso dei secoli. A ricordare la storia di questo incredibile borgo a picco sul mare restano comunque parte della cinta muraria pentagonale con i tre bastioni superstiti, le mutilazioni patite dall’antica fortezza, e la bella porta d’accesso. Della chiesa di Sant’Andrea rimane il suggestivo campanile con l’orologio che con i suoi rintocchi scandisce lo scorrere delle ore.

Il mare, ai piedi del promontorio, offre una delle spiagge più belle d’Italia che si raggiunge attraverso sentieri che originano dal borgo, una spiaggia libera e piuttosto selvaggia, niente servizi ma incanto a non finire.

Un percorso ricolmo di storia, ma anche di infinita cordialità della gente locale e squisite pietanze che attendono d’essere gustate.

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