Tre giorni a Washington


Come tutte le capitali del mondo Washington DC si presenta affascinante ed imponente, ma non dimentichiamoci che siamo in America e qui tutto è accentuato, tutto aumenta di volume.
Siamo stati in questa incantevole città dall’1 al 3 aprile, in occasione del National Cherry Blossom Festival, nato per celebrare la fioritura dei 3000 ciliegi donati nel 1912 dal sindaco di Tokyo.
Nonostante una temperatura decisamente invernale gli alberi erano tutti in fiore e creavano un’atmosfera molto suggestiva.
Ma al di là delle lunghe passeggiate tra i fiori bianchi lungo il fiume Potomac, la capitale statunitense offre molte altre opportunità.

 

Giorno 1

La prima cosa da fare è cercare un alloggio a Dupont Circle, il quartiere più animato della città, facilmente raggiungibile grazie alla linea rossa della metro.

Ora infilate delle scarpe comode, e dopo il cambio alla fermata Metro Center, prendete la linea blu e scendete a Smithsonian. Uscendo da questa fermata vi ritroverete direttamente sul National Mall, un “viale” di circa tre chilometri che congiunge il Campidoglio ed il Lincoln Memorial, e sul quale si affacciano i principali musei (tutti gratuiti!) della città.

Abbiamo iniziato la nostra esplorazione con la visita al National Museum of American History , strutturato su tre livelli (ognuno dei quali ha una parte est ed una parte ovest), e al cui interno sono conservati più di tre milioni di manufatti che raccontano la storia americana, sapientemente divisi per argomento (pubblicità, vestiti e accessori, salute e medicina, cibo, musica, fotografia, religione, ecc.). Ed è così che tornerete bambini con le scarpette rosse indossate da Judy Garland ne “Il mago di Oz”, rivivrete la politica americana attraverso i vestiti delle first ladies o la sezione completamente dedicata a Lincoln, farete il tifo per le femministe rileggendo i loro slogan o osservando la “genesi” della pillola anticoncezionale, ed infine non potrete fare a meno di sorridere davanti al famoso giubbotto di pelle indossato dal celebre Fonzies di “Happy Days”.

Una volta lasciato il museo puntate dritto verso il Washington Monument, l’obelisco di marmo, eretto in onore di George Washington, che con i suoi 169 metri si fa facilmente notare. L’ingresso è gratuito ma data la grossa affluenza, soprattutto nel periodo Aprile-Settembre, conviene prenotare i biglietti tramite web.

Costeggiando il Tidal Basin, immancabilmente pieno di ciliegi in fiore, si arriva al National War World II Memorial. Come avrete notato il popolo americano è amante dei monumenti celebrativi, nella maggior parte dei casi enormi e piuttosto pacchiani, ma nonostante ciò maestosi ed affascinanti.

Ripercorrendo a ritroso il bacino fluviale si può ammirare in lontananza il Jefferson Memorial, la cui forma ricorda un po’ i gustosi American Muffin, e che visto al crepuscolo risulta particolarmente suggestivo.

Durante il Cherry Blossom Festival sono diversi gli eventi musicali, culturali e ricreativi organizzati. Uno di questi è la fiaccolata progettata, proprio lungo il Tidal Basin, dai Rangers, i quali dopo aver diviso le persone in gruppi le accompagnano in una visita guidata.

Per trascorrere una piacevole serata ed avere ampie scelte dal punto di vista culinario, il luogo ideale è, come vi accennavo, Dupont Circle! Questa zona, frequentatissima da abitanti del luogo e turisti, vanta la presenza di bar, caffetterie, ristoranti di tutte le etnie (e quando dico tutte intendo davvero tutte!), nonché un luogo imperdibile per i più golosi: “Hello cupcakes”, le famose mini torte con la glassa al burro qui si possono trovare in tantissimi gusti diversi (burro d’arachidi, cocco, vaniglia, ecc.).

Ora concedetevi una bella dormita perché nella seconda giornata che vi attende serviranno molte energie!

 

Giorno 2

Saltate sulla metropolitana e scendete alla fermata Capitol South della linea blu, e all’uscita potrete già avvistare la grande cupola dello United States Capitol. Anche qui la visita è gratuita, ma è facile trovarvi lunghe file all’ingresso, anche a causa del fatto che prima di entrare è necessario passare attraverso il security screening.

Alle spalle del Campidoglio ci sono, invece, il palazzo della Corte Suprema e la Biblioteca del Congresso, le cui collezioni includono, secondo Wikipedia, più di 28 milioni di libri; più di 50 milioni di manoscritti; una Bibbia di Gutenberg; nonché la più grande collezione al mondo di materiali legali, film, mappe, spartiti musicali e registrazioni sonore. In ogni caso merita una visita già solo per i suoi meravigliosi e sfarzosi interni.

A partire dal Capitol Building potrete percorrere il Mall dal lato inverso ed in particolare vi ritroverete la National Gallery of Art alla vostra destra, ed il National Air and Space Museum sulla sinistra. Il primo risulta imperdibile per chi è appassionato di arte, ed in particolare di pittura: la collezione permanente del museo si compone di opere pittoriche provenienti da ogni parte del mondo, di sculture, fotografie, opere architettoniche e di arte decorativa, cui costantemente si affiancano esposizioni temporanee di incredibile pregio (quando lo abbiamo visitato noi erano presenti, tra le altre, “Gauguin: Maker of Myth” e “Venice: Canaletto and His Rivals”).

Il secondo, invece, racchiude la più vasta raccolta di aerei ed astronavi, ma è anche un centro vitale per la ricerca sulla storia, la scienza e la tecnologia dell’aeronautica e del volo spaziale, nonché della scienza planetaria, della geologia e della geofisica.

Degni di nota sono anche il National Museum of Natural History e l’Holocaust Memorial Museum.

Ma lasciamo per un attimo la parte storico/artistica della città e addentriamoci tra i suoi sobborghi.

Alle spalle del Mall, camminando per qualche isolato (lungo il tragitto potrete approfittare per concedervi una pausa pranzo), si arriva a Chinatown, che (sacrilegio!) abbiamo trovato più caratteristica e vivace di quella di New York.

Prendendo la metro alla fermata Gallery Place-Chinatown e scendendo a Metro Center non sarete troppo lontani da quella che è sicuramente la principale attrazione della città: la Casa Bianca! Le visite qui sono consentite solo a gruppi che abbiano chiesto (e ricevuto) un permesso all’Ambasciata.

Vedere la Casa Bianca, uno dei principali simboli del potere mondiale, è stato molto emozionante; vederla in tv la sera dell’1 Maggio mentre centinaia di persone festeggiavano la morte di Osama Bin Laden, al grido di “USA, USA”, lo è stato un po’ meno. Ma qui siamo nella terra delle contraddizioni, dove le sigarette si vendono in farmacia, dove non puoi bere alcolici fino a 21 anni, ma a 18 puoi acquistare una casa.

Per i rockettari incalliti, e non solo, tappa obbligata è l’Hard Rock Cafè, situato al 999 della E Street Northwest, che vanta una collezione di cimeli davvero invidiabile.

 

Giorno 3

Durante l’ultima mezza giornata di permanenza ci siamo goduti un caldo e bellissimo sole, iniziando la nostra passeggiata dal Lincoln Memorial. Il modo più rapido per raggiungerlo è scendere alla fermata Foggy Bottom (linea blu), da cui proseguire lungo la 23rd St NW per circa 15 minuti. Quello dedicato a Lincoln è sicuramente il monumento commemorativo più imponente, al cui interno è posizionata una statua del presidente alta ben sei metri.

Incamminandovi lungo il Mall troverete, alla vostra sinistra, il Korean War Veterans Memorial, di fianco al quale campeggia uno dei principali motti americani “Freedom is not free”.

La nostra ultima tappa è stata la fermata Union Station, nelle cui vicinanze si trova la fermata del bus che ci ha ricondotto a New York, e da cui abbiamo preso un altro bus per fare ritorno in Connecticut.

Se però avete a disposizione altro tempo, potreste visitare l’Arlington National Cemetery, nei pressi del Pentagono, il cimitero militare statunitense dove sono attualmente sepolte circa 300.000 persone, che hanno preso parte alla guerra d’indipendenza, alla prima e alla seconda guerra mondiale, o alla guerra del Vietnam. Al suo interno sono però custodite anche tombe monumentali, tra cui quella di John Fitzgerald Kennedy e di Jacqueline Bouvier Kennedy Onassis.

Raggiungere Washington ha comportato prendere due pullman ed affrontare circa sette ore di viaggio, ma ne è valsa davvero la pena!

Come tutte le grandi città americane è servita da una linea metropolitana capillare, che permette di raggiungere tutte le principali attrazioni. Inoltre si tratta di un posto molto sicuro, grazie anche alla fitta presenza di poliziotti. In più luoghi come Dupont Circle sono popolati fino a tarda ora.

 

Diario di Viaggio scritto da Serena Ruggieri, blogger classe 1985 in terra statunitense. Attualmente vive a Manchester, ma è originaria di Salerno. Laureata in comunicazione d’Impresa, ama il cinema, i concerti, la musica e viaggiare!

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